Trapassati in difficoltà
Esperienze

UN TRAPASSO IMPROVVISO E DRAMMATICO

QUANDO IL COSIDDETTO “ALDILÀ” FA IRRUZIONE NELLA NOSTRA VITA FISICA

A volte è difficile rendersi conto di quanto tangibile e concreta possa essere la compresenza dei mondi spirituali superiori nella vita materiale, soprattutto per coloro che possiedono il “dono” (se così vogliamo dire) di avvertirne la presenza in modo diretto.
Alcune settimane fa, è capitato che mi sentissi improvvisamente preda di emozioni molto negative. Angoscia, dolore ed un senso di impazienza che mi ha letteralmente costretta ad uscire frettolosamente di casa per non soffocare… Prontamente, ho chiesto ad alcuni dei miei collaboratori se potessero intervenire per riequilibrare un poco il mio campo aurico, ma stranamente anche questo aiuto sembrava avere una limitata efficacia.
Data la particolarità del periodo che stiamo vivendo, inizialmente mi è venuto spontaneo attribuire questo stato d’animo ai tristi eventi che condizionano il nostro presente, ma dovevo presto rendermi conto che c’era anche qualcosa d’altro.
Contemporaneamente, in casa sono iniziati ad avvenire fatti strani, di quelli che siamo spesso portati ad attribuire erroneamente al caso: rumori sinistri, inspiegabili correnti d’aria e caduta di oggetti.
Avete presente le classiche foto di famiglia che si espongono in bella vista sui tavolini dei salotti? Ebbene, proprio di quelle si tratta! Ma la cosa curiosa è che le immagini cadute, oltre ad essere posizionate sulla medesima linea retta, raffigurano tutte la sottoscritta, da sola o in compagnia di mia madre.
Questo evento, in particolare, mi ha definitivamente convinta della presenza di un’energia estranea alla casa e verso sera ne ho avuto conferma dalla telefonata di una cara amica, la quale mi dava notizia dell’improvvisa scomparsa della zia: una donna che avevo avuto occasione di conoscere e con cui avevo stretto un rapporto di sincera amicizia.
A questo punto il contesto mi si è chiarito definitivamente: gli oggetti caduti sono stati scelti appositamente dalla zia nell’atto del trapasso per farmi capire che la sua morte era stata causata da un ben determinato conflitto familiare.
Capite bene che al momento del trapasso, soprattutto se maturato in un contesto traumatico, il morente va alla ricerca istintiva di un’energia potente a cui potersi aggrappare per affrontare il “complevita”.
Spinta dall’affetto che provavo per questa persona e percependone lo smarrimento, nella notte ho avvicinato il suo Essere, l’ho calmato, l’ho rassicurato e gli ho mostrato la strada verso la Luce.
Ricordo quanto, da ragazzina, dovessi patire ogni volta che qualcuno, nel vicinato o nella cerchia di amici e conoscenti, faceva il passaggio. Solo col procedere dell’età e con l’iniziazione ai profondi misteri della cosiddetta morte, ho ottenuto di potermi rapportare a questo con il necessario distacco ed equilibrio… Conosco persone che darebbero chissà cosa per avere lo stesso mio “dono”, ma non tutti sono coscienti della sofferenza che questo comporta e degli sforzi che devono essere compiuti per non soccombere all’esuberanza di questo tipo di manifestazioni.

(Rif.: ESPIRA B019)