L'Essere, unico legittimo proprietario del corpo
Approfondimenti

L’ESPERIENZA DELL’ESSERE

COMPRENDERE LA NOSTRA CONTROPARTE SUPERIORE

In questo e nel prossimo articolo, vorrei tornare a parlare della relazione che esiste tra un “corpo” umano e l’Essere spirituale che lo abita e che ne costituisce l’unico legittimo e consapevole “proprietario”. (Sullo stesso argomento, vedere anche questo precedente articolo).

Tale rapporto è spesso fonte, da parte nostra, di stupore e anche di qualche incomprensione. Persino coloro che tra noi hanno il dono di poter percepire le entità spirituali spesso faticano a comprendere quale sia effettivamente il confine, la differenza, tra ciò che percepiamo come il nostro “io” e quell’entità superiore che, a volte, ci capita perfino di sentire come una specie di “intruso”, dall’identità e dalle prerogative non del tutto chiare…

A tali dubbi non è facile rispondere con le sole armi della logica e delle teorizzazioni… La strada migliore è – come quasi sempre – quella dell’esperienza. Le esperienze, vissute o riportateci da altri, sedimentano nel nostro cuore e nella nostra mente, e finiscono col condurci a una più alta comprensione e all’umile accettazione delle grandi verità dell’universo.

Oggi vi parlo di due recenti episodi di cui sono stata testimone nell’ambito del mio lavoro. Episodi che posso senz’altro definire come bellissime e significative esperienze dell’Essere. In un prossimo articolo, ne aggiungerò un terzo che, per la sua natura del tutto particolare, merita un trattamento a sé stante.

Nel primo caso, stavo lavorando all’interno del corpo di una donna, affetta da un fibroma. In precedenza avevo già avuto modo di trattarla per dei calcoli renali, contribuendo a una notevole riduzione degli stessi, che aveva stupito piacevolmente anche i medici.

Quando opero energeticamente “dentro” ai corpi, chiedo sempre il permesso, non solo alla persona, ma anche all’Essere proprietario. E spesso è proprio lui, in prima persona, a guidarmi nella scelta di come e dove andare a lavorare.

Nel caso in questione, l’Essere mi ammonisce di non agire direttamente sul fibroma e, nel farlo, mi mostra la vivida immagine di un fiume torbido e melmoso. Mi indirizza, invece, alle vertebre cervicali.

Terminato il lavoro, cerco di chiarire le mie perplessità tramite il confronto diretto con la persona. In effetti, non solo mi conferma di soffrire da qualche tempo di dolori cervicali, cosa di cui non mi aveva informata, ma è anche emerso che da un paio di giorni ha il ciclo mestruale, il che dà un significativo riscontro all’immagine del fiume melmoso che, altrimenti, risulterebbe piuttosto incomprensibile.

I positivi riscontri che si ottengono con questo tipo di lavoro – che, lo ripeto, è sempre da considerare complementare alle normali cure – sono quindi spesso direttamente propiziati dalla superiore conoscenza dell’Essere, relativa al corpo che “abita”.

La seconda esperienza, del tutto diversa, ha inizio in un bellissimo posto di campagna ove mi trovavo, in attesa di un piacevole pranzo con amici. Mentre, immersa nei prati già precocemente fioriti, mi godo la natura e il sole tiepido di marzo, al mio occhio spirituale si palesa un Essere che, successivamente, identifico come il proprietario di un’altra mia conoscente, con cui ho appuntamento di lì a pochi giorni.

Mi informa che il suo corpo si trova in un luogo non lontano e che, non essendo del tutto contento di ciò che esso sta facendo, ha deciso di venirmi a trovare e di godere insieme a me del bello scenario naturale. A pranzo, nonostante io sia prevalentemente vegetariana, mi concedo un’occasionale polenta con brasato e, chiacchierando con gli altri commensali, dimentico l’episodio.

Quando, alcuni giorni più tardi, incontro la persona in questione, scopro che quello stesso sabato aveva partecipato a un seminario di argomento spirituale – nella stessa zona dove mi trovavo io – nel corso del quale si era trovata in disaccordo con alcuni dei contenuti oggetto della lezione. E che stupore nello scoprire che, a pranzo, anche lei aveva mangiato polenta e brasato!

Riferiva inoltre di provare, da quel giorno, una sensazione di vuoto e di vago smarrimento e il motivo era semplicemente che, dopo la sua passeggiata astrale, il suo Essere non era del tutto “rientrato” nel corpo. Il mio intervento energetico ha avuto quindi lo scopo di far rientrare il conducente-Essere alla salda guida del suo veicolo-Corpo.

L’essere umano non è solo corpo e non è solo mente, bensì un insieme di “vita biologica”, energia, coscienza e Spirito. Dentro di noi abita un Essere silenzioso, che osserva, guida e apprende ben più di quanto possiamo concepire. Il vero progresso individuale non consiste nel controllarlo, né nel comprenderlo completamente, ma nel riconoscerlo, ascoltarlo e – in certa misura – lasciarsi guidare.

Se impariamo a camminare insieme a lui, tutto si allinea: il corpo, la mente e lo spirito diventano uno e, in quell’unità, troviamo pace, chiarezza e forza per vivere pienamente ogni esperienza e adempiere a un autentico progetto di evoluzione personale.

 

Nota, per la corretta interpretazione di questo contributo, prendere visione dell’INFORMATIVA

(Rif.: ESPIRA B051)